me/we

Vittore Baroni/AA.VV.  °  Mail Art 1978/2018

 

 

Ricevo dall’amico Vittore Baroni le preziose CATAZINE 1/12-2018 e 2/1-2019, pubblicazioni prodotte in tiratura limitata contenenti una plancia in formato UniA3 di francobolli d’artista.
Dalle note informative si legge < il progetto espositivo Me/We (IO/NOI) sviluppato nel corso del 2018 con materiali estrapolati dall’archivio E.O.N., da me fondato a Forte dei Marmi nel 1978 e situato dal 1988 all’interno della mia abitazione di Viareggio (in via Cesare Battisti 339), propone una selezione di opere realizzate nel tempo in collaborazione postale e diretta con singoli artisti di varia provenienza geografica, in aggiunta ad un rappresentativo campione di operazioni collettive da me curate, in prima persona o in collaborazione con altri, nell’arco di quattro decenni. L’esposizione Me/We è quindi al tempo stesso una mostra personale e collettiva, uno sguardo d’insieme a personaggi ed eventi significativi nella storia dell’arte per corrispondenza, perlomeno dal mio particolare punto di osservazione.
Un progetto nel progetto, concepito appositamente per Me/We, è rappresentato dalla libera rielaborazione da parte di autori internazionali di una foto che ritrae metà del mio volto, sezionato in verticale >                                          
Vittore Baroni

 

me we

 

Ignazio Lago – Vittore meets Lagomorfi – ink on paper 2018

vittore meets lagomorfi scan da originale

 

Ignazio Lago – Fraseggio a libeccio verso Viareggio – 2018

vittore meets lagomorfi testo

 

Ignazio Lago – variazione lagomorfico simbiotica sul tema  – 2018

sequenza

 

à suivre?…



 

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e-pistole

aggressioni fisiche via web

La cara Pasifae

 

pubblicato in Bizzarro Bazar il 23 dicembre 2018

 

01 e-pistole 2018 ink on paper

Ignazio Lago, e-pistole, 2018 (ink on paper)

 

Gloria e vita alla nuova carne!  (D. Cronenberg, Videodrome, 1982)

In rete circolano, anche sui più famosi canali video, non pochi filmati di persone che mostrano come procurarsi un autostrangolamento. Generalmente questa pratica vi viene definita come gioco o sfida, e prende diversi nomi. Blackout è tra quelli più spesso ripetuti. Negli Stati Uniti d’America il sovrintendere alla propria asfissia, magari anche per riprendersi con una fotocamera e diffondere poi le immagini, ha già causato la morte di numerosi adolescenti, forse non pienamente consapevoli del potenziale rischio. Anche in Italia si contano i primi decessi. Prima a Tivoli e solo pochi mesi fa a Milano. Ancora più esteso è l’elenco dei suicidi intenzionali da parte di persone che avevano subito forme anche molto pesanti e prolungate di ricatti, minacce e molestie persecutorie attraverso il web, in particolare tramite social network e applicazioni di messaggistica. Cyberstalking e cyberbullismo sono i neologismi che accompagnano tali fenomeni. Anche la giurisprudenza ha implementato nei suoi codici provvedimenti censori per far fronte a questi tipi di violenza. Sorvolando sulle questioni di privacy e controllo, sul condizionamento comportamentale deliberatamente operato da e con i social media, sulla cybersicurezza, sulle guerre informatiche e sul potere dei “colossi dell’internet” – di cui, tra gli altri, si è ampiamente occupato il più che egregio lavoro di ricerca condotto in Italia in questi anni dal collettivo Ippolita –, approdiamo direttamente al nocciolo della questione. Induzione all’emulazione, cyberstalking e cyberbullismo si tengono ancora al di qua di un certo limite. L’azione perpetrata, infatti, agisce sulla psiche delle vittime, ingannandone le sentinelle con la trappola di lusinghieri adescamenti, approfittando di autodifese deboli perché ancora in costruzione, puntando sulle loro fragilità, o ferendone l’emotività, usurandone l’autostima, umiliandone le scale di valori. Il limite fu infranto con l’attacco informatico al sito internet dell’organizzazione no profit EFA – Epilepsy Foundation of America, che include un forum frequentato anche da utenti affetti da vari disturbi neurofisiologici. Quando alcuni di loro accedettero ai contenuti malefici immessi clandestinamente nel sito non trovarono sui monitor una qualche forma di denigrazione, ma furono proprio colti da gravi crisi di emicrania o convulsioni. Per la prima volta la manifesta intenzione di provocare un danno fisico, utilizzando un computer come arma, raggiungeva il proprio obiettivo e una deliberata azione aggressiva condotta via web si ripercuoteva direttamente sul corpo della vittima. Un passaggio epocale che ha imposto la percezione di una forte riduzione della distanza fra virtuale e materiale tramite una scorciatoia che attraverso la rete porta dritti al corpo umano. Accadeva a marzo 2008: la via per la cyberaggressione fisica era stata aperta. L’epilessia fotosensibile può presentarsi a seguito di un’esposizione prolungata a monitor e immagini luminose. I sintomi più tipici sono: fissità dello sguardo, irrigidimento di un arto, deviazione del capo, allucinazioni, svenimenti improvvisi e convulsioni. Immagini in sequenze molto rapide, dalle fulminee inversioni cromatiche o dai repentini passaggi positivo/negativo, reiterate in cicli brevi, con forme vorticanti, sfarfallii o luci lampeggianti, possono indurre una crisi convulsiva in un soggetto sensibile. Le si trova in film, videogiochi, cartoni animati e programmi televisivi in genere. Oppure le si confeziona di proposito. ATTENZIONE! Il video qui di seguito può indurre crisi convulsive o interferire con lo stato di salute dello spettatore. La visione è SCONSIGLIATA ai soggetti epilettici.

https://www.youtube.com/watch?v=q4dDaxHtQDU%5D

Anni prima l’EFA aveva conferito un premio giornalistico a Kurt Eichenwald – figura nota, discussa e piuttosto controversa della stampa statunitense – per l’articolo del 1987 in cui rendeva pubblica la propria condizione di epilettico. Eichenwald non era rimasto coinvolto nella cyberaggressione del 2008. Ma a dicembre del 2016, dopo aver aperto un messaggio via Twitter dal computer nella sua casa di Dallas, il reporter ebbe un grave attacco epilettico. A provocarlo era stato un file GIF lampeggiante inserito nel tweet. Non ci furono dubbi sull’intenzionalità dell’atto. Il contenuto di testo diceva esplicitamente: «Ti meriti una crisi convulsiva». Non era la prima aggressione che Eichenwald subiva in quel modo, come da lui stesso denunciato su Newsweek. Ma precedentemente, in ottobre di quell’anno, aveva reagito in tempo, rivoltando subito lo schermo del suo dispositivo portatile.

 

02 ritratto di kurt eichenwald

Ritratto di Kurt Eichenwald da ArsTechnica

 

Durante la campagna elettorale per le ultime presidenziali il giornalista aveva espresso pubblicamente alcune critiche al candidato che ha poi vinto le elezioni. Il cyberattacco era motivato da questo fattore e dal sostegno dato dalla vittima all’altro candidato. Dopo il successo della seconda cyberaggressione il profilo Twitter di Eichenwald venne preso d’assalto da innumerevoli agguati epilettogenici mossi da molti account differenti. Fu l’atto di nascita del cybersquadrismo: un’aggressione fisica di gruppo via internet non a danno di ignoti e occasionali individui, ma contro precise persone. L’autore del gesto aveva adottato diverse precauzioni per evitare di farsi rintracciare. Si era anche firmato “Ari Goldstein” ed aveva utilizzato l’indirizzo “@jew_goldstein”, come a voler mettere in piedi una qualche montatura. Ma le indagini condotte dall’FBI, che almeno in questa occasione ottennero la cooperazione di Twitter, individuarono il reale mittente del messaggio criminale nel ventinovenne veterano dei marines John Rayne Rivello, di Salisbury, Maryland. Un aperto sostenitore dell’attuale presidente. Arrestato nel marzo del 2017, Rivello ha dovuto rispondere dell’accusa di aggressione con arma letale aggravata da crimine d’odio. Probabilmente fu la prima volta che un’autorità giudiziaria definiva un file «arma letale».

 

03 e-pistola

 

Nella ridefinizione del rapporto uomo/macchina elettronica, compiutasi contestualmente alla successione dal personal computer allo smartphone quale dispositivo per l’accesso al web di maggiore diffusione, non si è solo consumata l’incondizionata adesione al fenomeno dell’interconnettività. È anche accaduto che le porte d’accesso alla rete abbiano eseguito una profonda manovra di avvicinamento al corpo; le forme di violenza che l’iperconnettività spinta mette automaticamente a disposizione si sono evolute; l’aggressività on line ha trovato nel soma, oltre che nella psiche, il suo obiettivo.

 

04 fotogramma matrix

F.lli Wachowski, Matrix, 1999

 

Allo scopo di influenzare la mente, il corpo è stato per secoli irregimentato, disciplinato, regolamentato e castigato. All’attuale frangente pare invece legata una sorta di inversione di corrente: si punta alle menti per raggiungere i corpi. Dai più potenti strumenti di condizionamento sociale e mentale è sorta la tanto subdola quanto stupefacente possibilità di infliggere pena e dolore alla carne. Saremo mai capaci di espandere tale mirabile potenzialità? Riusciremo un giorno a sfruttare questa meravigliosa opportunità sfondando l’obsoleta barriera epidermica? Potremo amplificare gli evidenti vantaggi derivanti dalla carnale vulnerabilità innestando finalmente il corpo elettronico dentro quello umano? Calma gente! Non accalcatevi: abbiamo dispositivi sottocutanei per tutti gli usi e tutte le tasche!

 

la cara Pasifae

 



safety in numbers

 

tom cora

safety in numbers

quattro cifre d’intesa un passo fuori confine

quanto basta per una soffiata creativa
l’eco dei suoni liberati scuote il paese dell’oscurità
mani e piedi glissano su partiture bucate

la tua voce non muore

a tom cora
31 dicembre 1998


foto di Franco Olimini – Ottomat 14 maggio 1993


 

Wallpaper song

 

Pubblicate dalla murikiman le prime 88 copie numerate e personalizzate del doppio CD “canzone da parati°° wallpaper song” che omaggia la “musique d’ameublement” di Éric Alfred Leslie Satie. Alla versione de-luxe per gli 88 diversi partecipanti della compilation seguirà quella in vendita al pubblico per l’etichetta “a simple lunch” http://www.asimplelunch.com/. I tempi di uscita sono previsti per novembre. L’edizione numerata comprende due cd audio, un cd di contenuti multimediali, un pezzetto di vera carta da parati e la descrizione dell’intera operazione. Gli autori sono stati chiamati a indicare per ogni brano un luogo dove ascoltare la song da parati e un’attività da svolgere durante l’ascolto. Il tutto è documentato con foto e descrizioni dettagliate.

 

canzone da parati°°wallpaper song

con °° with

ben presto <> shaun robert <> garage breakball <> enrico sorbello <> chris viard <> zebra & donkey <> dario d’alessandro <> gina pritti tutti al lago <> attilio fortini <> i santini del prete & elena romiti <> cucurbita maxima <> MADAPAG <> michela rossato & andrea mazzacavallo <> gianni lenoci <> daiji goto <> ratto goal <> the girls from vittoria <>  tiziana pretto <> chris silver T <> mauro sambo <> greta lazzari <> ivano nardi <> giacomo salis <> paolo sanna <> matilde sambo <> adriano orrù  <> silvia corda <> alberto collodel <> dirk bruinsma <> julia p & the strips <> wood&wool <> enrico fedi <> annamarie ignarro <> amy denio <> sigmund dreud <> paulo chagas <> nicola guazzaloca <> canecapovolto <> popol woof <> ancolmit <> marco manzardo <> yoko bono cups up! <> ignazio lago <> marfablu <> jacopo costa-heedless <> lisa folcato <> andrea tremolada <> penny topor <>  inés achilli bertozzi <>  in/elektra silvia cignoli & valentina guidugli <> törst <> N.N. <> iain halliday <> patrizio pica <> giuseppe savino & collettivo ned <> oblivian substanshall <> diggei giangi <> gaetano corallo <> gavino levoratto <> massimo giuntoli <> tuo cuggino <> antonio saccoccio <>  N.I.A.    <> laika facsimile <> tristi zarat <> gia & pin8 <> zazie kauffman <> effetto T <> san fufano <> harold H hardman <> ant sweat and the molds <> claudio sbadiglioni <> nefasto celiba  <> dove sono <> lapsus missiles <> eugenio sanna <> hummus pancarré  <> stefano zorzanello <> wolfman amadeus mozart <> +1relatives <> peter#KOMPRIPIOTR#holzknecht <> twin realities dreamers <> stefano giust <> OrcheStrafottente <> DJ deppenhorst <> le forbici di manitù

sergej wallpaper song

Per lungo tempo ho covato il desiderio di dotarmi di una siffatta compilazione. Grazie all’ingegno e alla bontà di 88 fantasiosi musicotappezzieri, la mia minuscola casa moderatamenteditrice, con il prezioso supporto dell’etichetta “a simple lunch”, può finalmente disporre di utilitarie sonorità da parati. Nemmeno le più luminose previsioni potevano darmi il quadro di una realtà cosi articolata e variopinta. Dalla popparati song al free tappezz fino al digiparat sound, ogni fonometrica espressione è qui degnamente rappresentata. La pubblicazione cade del tutto casualmente nell’anno del centenario (mese più mese meno) della insuperabile composizione d’ameublement “Tapisserie en fer forgé, pour l’arrivée des invités” di Monsieur Éric Alfred Leslie Satie. Ovviamente, ci siamo adoperati perché le coincidenze coincidessero. Mica siamo fatalisti! Il 1917, come peraltro il 2017, è un anno di incontrovertibili rotture. Certo, è anche l’anno in cui il nostro amabile amnesiaco sfoggia “Sonatine Bureaucratique”, meticolosa quanto indifferente composizione presa a prestito dal misurato Clementi. Per non dire di “Parade”, balletto dichiaratamente realista ancorché ballabile. Ma queste sono altre avventure. Le 88 parati songs, che ad una ad una sono confluite nel bazar muriki, sono l’espressione intima e singolare di tappezzerie casalinghe che hanno la rinfrescante funzione di arieggiare locali da tempo in preda a simpatiche muffe e insolite bestioline invertebrate. Non solo, ma le canzoni da parati si attengono anche al principio di non turbamento, vera piaga come si sa di ogni affaccendamento. Brevità, discrezione e climatizzazione sono alcuni dei principi attivi di cui si nutrono le canzoni da parati. Con giudizio e senza falsa modestia avvallano il sacrosanto diritto dell’orecchio (di qualsiasi orecchio) di preferir loro il silenzio. Non c’è relazione tra canzone e canzone. Eppure queste gemme da parati fluiscono magnificamente l’una sull’altra innescando una processione sonora costituita da brevi collisioni elettromagnetiche indolori. Un godimento privo di sbracati eccessi. Uno spasso per quanti amano portare il proprio udito a spasso. Dio protegga le canzoni da parati.

Miss Virginie Muriki

canzone da parati:wall paper song

88 pieces each lasting 88 seconds are part of this compilation

The sequence respects chronological order of arrival of the pieces

Audio recordings have not undergone any mastering process

Each participant contributed to the compilation free of charge

The first 88 copies of the compilation are home-made for the murikiman label

8 august 2016         ><          8 august 2017

canzone da parati
wallpaper song